Il progetto

Le Information & Communication Technologies (ICT) costituiscono un supporto imprescindibile per una Pubblica Amministrazione nel suo processo evolutivo da “agglomerato urbano” a “SMART CITY”.Grazie alle ICT è oggi possibile implementare:

L’ E-democracy

  • utilizzando i dati detenuti dalle PA per rendere l’Amministrazione più trasparente
  • rendendo pubblici i dati per consentirne l’implementazione, il riutilizzo, la ridistribuzione
  • stimolando il dialogo e la partecipazione dei city users.

L’ E-government

  • favorendo l’efficientamento della “macchina amministrativa” attraverso: la digitalizzazione dei processi di back e front office e i servizi online; la diffusione di una maggiore cultura digitale e il contrasto al digital divide; la condivisione di competenze, risorse, visioni nella comunità in una logica di sharing.

I dati detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni rappresentano un enorme patrimonio e stanno acquisendo un’importanza sempre crescente.

L’istituzione degli OPEN DATA, in coerenza con il Decreto Crescita 2.0 (DL 179/2012 conv. con L. 221/2012) scaturisce dall’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di rendere non solo pubblici i dati ma anche liberamente utilizzabili, implementabili e ridistribuiti.

L’utilizzo di open data è una condizione indispensabile sia per l’esercizio consapevole della cittadinanza sia per una maggiore efficienza delle funzioni di governo pubblico: i dati rappresentano infatti non solo entità quantitative ma anche qualitative, in grado di produrre valore se innescano processi di innovazione.

L’output connesso all’adozione di open data è di duplice natura.

Da un lato, per la Pubblica Amministrazione tale modalità implica il miglioramento della trasparenza e l’efficientamento della macchina amministrativa; dall’altro, per la comunità, la possibilità di partecipare attivamente e consapevolmente alla costruzione delle politiche per uno sviluppo condiviso del proprio territorio, a superamento di logiche di tipo NIMBY (not-in-my-backyard).

Lo sforzo correlato all’impiego degli open data per la Pubblica Amministrazione è connesso alla necessità di mettere a sistema una pluralità di dati spesso settoriali e non aggiornati, secondo criteri di facilità di accesso, chiarezza esplicativa, agilità nella rielaborazione e condivisione, possibilità di integrazione e “lettura trasversale”: a questo proposito essenziale è l’istituzione di una “piattaforma” digitale interoperabile (portale o dataset) in grado di fornire informazioni aggiornate e implementabili in tempo reale; inoltre, fondamentale è che i dati, oltre che continuamente aggiornati e interoperabili, siano anche “incrociabili” in modo da consentire letture reinterpretative in grado di supportare al meglio gli indirizzi e le policies strategiche inerenti il governo del territorio.

Per la comunità, lo sforzo – e lo stimolo – consiste nell’acquisire nuove competenze e di conseguenza un ruolo più proattivo nel dibattito pubblico, superando il digital divide e sentendosi “a proprio agio” nell’universo dei bits.

In sostanza, gli OPEN DATA sono uno strumento irrinunciabile per:

  • generare modalità più efficienti di government
  • sviluppare reti più pervasive e collaborative nell’ambito di un processo di governance territoriale, condiviso con operatori sociali, economici e con i cittadini in un’idea comune di sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo del territorio (vedi Strategia Europa 2020).

Tuttavia, è necessaria, oltre alla costruzione degli strumenti adeguati di informazione e networking (piattaforma digitale), anche una capacità di lettura critica, trasversale e multidisciplinare dei dati, perché le informazioni quantitative siano non il fine ma il mezzo per affrontare in modo integrato le problematiche ambientali, sociali ed economiche del territorio e delineare conseguentemente le politiche più adeguate.